04
APR
2017

associazioni

QUALE PAC IN FUTURO? LE PRIME IPOTESI IMPENSIERISCONO L’ITALIA: CON LA BREXIT MANCHERANNO 2 MILIARDI ALL’ANNO PER LE POLITICHE AGRICOLE

Verso Fieragricola 2018. Il dibattito a Bruxelles sulle misure di sostegno al settore primario è aperto

Quale futuro per la Politica agricola comune? La discussione è partita e nei giorni scorsi la Commissione Europea ha adottato la proposta che prevede una riduzione lineare degli aiuti diretti Pac nel 2018, per finanziare la riserva anticrisi. Si tratta della cosiddetta disciplina finanziaria che ogni anno, attraverso un taglio dei pagamenti agli agricoltori, assicura un fondo di circa 450 milioni da destinare a interventi urgenti in caso di gravi crisi di mercato in singoli settori. La riduzione proposta per il prossimo anno è dell’1,38% circa, con una franchigia per gli aiuti sotto i 2mila euro.

 

PAC, 2 miliardi in meno all'anno

Ci saranno altri tagli in futuro? Troppo presto per dirlo, ma è inevitabile che l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avrà conseguenze anche sulla Pac. Con la Brexit, infatti, nonostante il famigerato rebate ottenuto dalla Thatcher, mancheranno all’appello 5 miliardi di contribuzione netta, che significa – tenuto conto che la Pac assorbe il 39% del bilancio comunitario – 2 miliardi in meno all’anno tra primo e secondo pilastro.

 

Distribuzione dei fondi sulla base della superficie

Germania, Francia e Italia sono in ambasce, essendo tre contribuenti netti dell’Unione europea. E la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente, qualora dovesse passare la linea degli Stati Membri dell’Europa Centro-Orientale, capitanati dalla Polonia, che chiedono una distribuzione dei fondi (circa 55 miliardi all’anno) sulla base della superficie agricola. Una richiesta che indubbiamente penalizzerebbe l’Italia.

 

I 27 Stati metteranno mano al portafoglio?

Quello che appare certo, è che gli Stati Membri dovranno mettere mano al portafoglio. Le parole del vicepresidente della Commissione, Jyrki Katainen, hanno fugato ogni dubbio. «I 27 Stati membri dovranno decidere se aumentare i rispettivi contributi finanziari o, in alternativa, disporre una riduzione degli stanziamenti per la Pac», ha detto Katainen. Un’altra ipotesi allo studio è l’anticipazione del percorso pluriennale della Pac al 2019, in anticipo di un anno (ricordiamo che l’abbrivio fu posticipato dal 2014 al 2015), in modo da avere coincidenza fra la Brexit – in programma entro il mese di marzo 2019 – e le contribuzioni di tutti i Paesi della Ue.

 

Quanto «pesa» la Pac

Il budget per il periodo 2014-2020 prevede un totale di 408 miliardi di euro: 308,73 destinati ai pagamenti diretti e alle misure di mercato (il cosiddetto Primo pilastro) e 99,580 milioni di euro per lo Sviluppo rurale (il cosiddetto Secondo pilastro).

 

Fonte: Fieragricola News

Previous

BREXIT, LE PREOCCUPAZIONI DEGLI AGRICOLTORI EUROPEI

Next

GLI AGRICOLTORI EUROPEI COMPATTI SUL FUTURO DELLA PAC