10
FEB
2017

myFieragricola

NASCE IL CONSORZIO DI GARANZIA DEL SUINO ITALIANO: LA MISSIONE È CERTIFICARE I MAIALI NATI, ALLEVATI E MACELLATI IN ITALIA

La suinicoltura italiana scommette sul Made in Italy

La suinicoltura italiana scommette sul Made in Italy. Ieri, a Mantova, è stato costituito il Consorzio di garanzia del suino italiano: nato, allevato e macellato in Italia. il presidente è Giuseppe Ferrari, allevatore bresciano, i vice saranno Omar Gobbi e Antonio Catalano.

 

127 allevamenti tra i primi ad aderire Ad aderire, finora, una quarantina di allevatori ai quali corrispondono 127 allevamenti distribuiti tra PiemonteLombardiaVeneto ed Emilia, pari ad una iniziale consistenza di circa 20.500 scrofe e 320.000 ingrassi che, secondo una prima stima, genereranno una movimentazione verso i macelli di circa 600.000 suini grassi e quasi 500.000 lattoni. Numeri comunque destinati ad aumentare visto l’interesse e l’invito rivolto dal presidente Ferrari a tutti gli allevatori affinché aderiscano a un progetto il cui obiettivo è quello di valorizzare la produzione dei suini nati e allevati in Italia.

I consumatori richiedono infatti maggiori informazioni, tracciabilità ed etichettatura, accanto a sistemi di allevamenti sostenibili, senza antibiotici e nel rispetto del benessere animale, come ha ricordato anche l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava.

L’ente consortile dovrà ora definire un disciplinare («potrebbero anche essere due», ha anticipato Ferrari) e definire un piano promozionale per sostenere le carni suine in Italia e all’estero.

Iscriversi costerà 500 euro l’anno e per ogni animale saranno prelevati 50 centesimi, da destinare alle iniziative commerciali e promozionali. Nessuna sovrapposizione, hanno garantito i vertici del Consorzio di garanzia del suino italiano, si avrà con i consorzi di tutela dei prosciutti di Parma e di San Daniele, i quali continueranno a marchiare e garantire le cosce destinate al circuito tutelato.

Il progetto affiancherà anche un altro consorzio, quello legato al progetto Italico, con la stessa finalità di assicurare l’italianità delle carni e dei suini allevati, a partire dalla nascita.

 

Guidi, 'Bene che l'idea nasca dagli allevatori' Alla conferenza stampa di presentazione era presente anche il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi. «Finalmente che un’idea di questo genere sia partita dalle aziende, dagli allevatori, animati da un unico obiettivo: certificare un prodotto di qualità a vantaggio del consumatore prima ancora che della loro redditività.  Non credo possa esistere un allevatore che dica di no a questo progetto».

Intanto il presidente e il direttore di Assica, Nicola Levoni e Davide Calderone, hanno spostato l’attenzione sugli attacchi mediatici dei quali il settore delle carni è vittima. «Dobbiamo trovare strategie condivise di filiera – ha detto Calderone – perché troppo spesso l’allevamento intensivo è avversato ingiustificatamente e a farne le spese è la filiera».

 

Fonte: Servizio Stampa Fieragricola-Veronafiere

 

Previous

LE INDICAZIONI GEOGRAFICHE MADE IN ITALY VALGONO 13,8...

Next

LE DINAMICHE MONDIALI, SECONDO RABOBANK ANALISI, VARIABILI...