14
SET
2017

Vigneto/Frutteto

VINO, LA DOMANDA MONDIALE CRESCE E LA FRANCIA METTE IL TURBO, L’ITALIA CRESCE (+6,8%) E LA CINA SUPERA LA GERMANIA NELL’IMPORT

Verso Fieragricola 2018: l’analisi di Business Strategies sui dati di export dei principali produttori enologici

«Continua a crescere la domanda mondiale di vino con i 7 principali Paesi esportatori - che rappresentano oltre l’80% del mercato - che traguardano il primo semestre 2017 con un valore complessivo delle esportazioni pari a quasi 11 miliardi di euro, in aumento dell’8,8% sullo stesso periodo 2016. Grazie all’exploit della Francia (+13,3%), il blocco europeo dei produttori storici mantiene i tre quarti delle vendite globali. L’Italia vince sul 2016 (+6,8%, stima Nomisma), ma la sua crescita è inferiore alla media degli altri Paesi (+8,8%) e in questo contesto il sorpasso senza precedenti della domanda cinese su quella tedesca la dice lunga su dove dovrebbero essere rivolti i nostri obiettivi di mercato».

 

Lo ha detto Silvana Ballotta, ceo di Business Strategies, commentando gli ultimi aggiornamenti sull’export del vino italiano, il primo prodotto del food&beverage made in Italy, con un saldo commerciale attivo di circa 5,3 miliardi di euro l’anno.

 

Domanda vivace

Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Paesi terzi a cura di Business Strategies confrontano le performance dei 7 top exporter mondiali nei top 8 mercati di importazione (Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Germania, Canada, Giappone, Svizzera e Russia). Ne emerge una vivacità della domanda, non solo di quella orientale - che ha registrato quest’anno l’aggancio e il sorpasso cinese sui consumatori tedeschi (1,149 miliardi di euro nel semestre, contro 1,137 miliardi di euro di acquisti tedeschi) - ma anche degli Stati Uniti, primo importatore mondiale con una crescita del 10,2% anno su anno. In stagnazione, invece, le importazioni dai principali buyer europei (Germania -2,3%; Regno Unito -1 per cento).

 

Stati Uniti gioia e dolore

Relativamente all’Italia, proprio gli Stati Uniti rappresentano più degli altri le gioie e i dolori del prodotto enologico italiano, che si conferma in testa alle vendite ma che segna una crescita dimezzata (+5,4%) rispetto al trend import degli Usa (+10,2 per cento).

 

Osservando il primo semestre 2017, la Francia (che viaggia a velocità quadrupla rispetto al Belpaese) ha recuperato all’Italia quote per un valore di oltre 105 milioni di euro e ora tallona l’Italia a 36 milioni di euro di distanza (828,3 milioni di euro il risultato italiano tra gennaio e giugno, 792,2 quello francese). Sul fronte orientale, fa ben sperare il dato della Cina (+21%, contro una media del +7,9%) e della Russia (+35,3%), mentre calano le vendite in Giappone (-5,3%) in attesa degli sviluppi dell’accordo commerciale con l’Ue.

 

Fonte: Fieragricola News

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